Tutti nascono liberi ed eguali, poi crescendo si perdono i diritti.
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.” Sessantuno anni fa le Nazioni Unite decisero di cominciare con questa verità la stipulazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sperando, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, che una tale tragedia non avvenisse più.
Peccato che spesso questi diritti non vengano rispettati. A cominciare dal primo: tutti nascono liberi ed uguali, ma crescendo si perde lentamente la parità. Dipende dal luogo di nascita, dal colore della pelle, dalle ricchezze possedute, dallo stato di salute.
“Ogni individuo ha diritto alla vita”, ma c’è chi per legge o per ideali può privartene.
“La tratta degli schiavi sarà proibita” e milioni di persone illuse da losche organizzazioni ogni anno emigrano verso nuove terre dove saranno sottopagate, sfruttate e sopravvivranno in pessime condizioni. La nuova schiavitù prende il nome di clandestinità.
“Nessun individuo”, fatta eccezione dei nemici di guerra, dei presunti terroristi e delle donne adultere nei paesi arabi, “ potrà essere sottoposto a tortura”.
“Ogni individuo ha la libertà di movimento e di residenza entro i confini dello Stato”, tranne chi vuole infettare le acque padane con le terre meridionali.
“Ogni individuo ha diritto in altri paesi dell’asilo dalle persecuzioni”. Ma cosa sarà mai se nel loro paese di origine esistono diversi gruppi armati rivoluzionari che non esitano ad usare le armi per far valere le proprie ragioni?! Mica si può chiamare persecuzione questa, giusto?
“Ogni individuo ha la libertà di pensiero, di coscienza e di religione”, però se la pensiamo tutti allo stesso modo è meglio, in caso contrario si può censurare, si può impedire la costruzione di luoghi di culto diversi da quello della maggioranza e si può imporre una morale mediante l’utilizzo del mezzo legislativo.
“Le elezioni devono essere effettuate secondo una procedura di libera votazione”, se poi a qualche Afghano vengono mozzate le dita è solo perché era libero di scegliere e ha sbagliato la scelta.
“Ogni individuo ha diritto al lavoro”, uno precario a progetto, a tempo determinato, a chiamata, interinale e ad un tirocinio.
“La maternità ha diritto all’assistenza”, infatti ha così bisogno di riposo che una donna incinta fatica a mantenere il posto di lavoro e si preferisce mandarla a casa e licenziarla di modo che abbia più tempo a disposizione da dedicare alla sua salute e a quella del bambino.
“Ogni individuo ha diritto all’istruzione”. Alcuni bambini, infatti, devono essere ben istruiti nel saper maneggiare armi o devono essere ben ammaestrati nello spacciare droga, se non possono andare a scuola, perché non insegnare loro direttamente un mestiere che potrà essere loro utile nella vita?
Ogni articolo della Dichiarazione viene violato in almeno una parte del mondo ogni giorno, a scapito sempre dei più deboli che da tale atto dovrebbero essere protetti e tutelati.
La seconda frase del primo articolo, forse, prevedeva già questa disparità nell’osservanza dei diritti a seconda delle nazioni. Gli esseri umani “sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Proviamoci.