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		i wanna be the minority
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  <updated>2012-05-12T16:38:49Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Questo giornale esce in pubblicazione coatta. Solidarietà per Il Manifesto.]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p>Un articolo per denunciare; due storie di giornali che resistono, nonostante tutto.</p>
<p>Massima solidariet&agrave;.</p>
<p><a href="http://www.sconfinare.net/?p=10024">http://www.sconfinare.net/?p=10024</a></p>
<p>FollowMe: @LiberaPensante</p>
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        <published>2012-05-12T16:32:00Z</published>
        <updated>2012-05-12T16:32:00Z</updated>
        
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              Geny-Ale
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        <title type="html"><![CDATA[Il primo bacio non si scorda mai. Grazie al c****: vomitai.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>&nbsp;</p>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">La prima volta che un ragazzetto mi chiese di mettermi insieme a lui fu quando frequentavo la seconda media. Me lo ricordo benissimo, non tanto perch&eacute; conservi un'immagine idilliaca di quel momento, bens&igrave; per la mia vergognosa reazione: VOMITAI. La scena fu: ragazzetto che mi piaceva si avvicina, io divento rossa come il sangue delle mestruazioni che avevo da poco conosciuto, mi chiede di parlarmi in privato, io sempre pi&ugrave; paonazza, pronuncia la fatidica domanda: &ldquo;Ti vuoi mettere con me?&rdquo;. Allora non ero sfacciata, ero molto innocente e timida, e anche un po&rsquo; figa di legno. Cos&igrave; la mia risposta fu: &ldquo;Ci devo pensare&rdquo;. Che poi a cosa dovessi pensare, lo devo ancora capire. Il vero problema fu che quando tornammo in classe, vomitai l&rsquo;anima davanti a tutti, compreso lui, sul mio zaino. La settimana successiva, forse per la vergogna o pi&ugrave; probabilmente, diagnosi successiva, per il panico da relazione, mi venne la febbre. Il ragazzetto in questione nel mentre aspettava ancora una risposta, che si venne a prendere direttamente a casa mia. Devo ancora capire con quale faccia tosta, ma soprattutto con quale stomaco, visto che aspirava a baciare la stessa bocca da cui erano usciti i pasti di tutto il mese precedente alla fatale richiesta. Ebbene si present&ograve; a casa e ci mettemmo insieme. Relazione breve, ovviamente. E aggiungerei per fortuna, perch&eacute; per tutte le due settimane che dur&ograve;, io ogni notte puntualmente alle due di notte mi svegliavo per abbracciare la tazza del water. Forse baciava talmente male, che il solo pensiero di doverlo rifare mi faceva star male. La tesi poteva essere attendibile. Il nostro primo bacio fu un tripudio di stupidit&agrave;, impaccio e schifezza. Ma chi lo dice che tutti aspettano il primo bacio? Io giuro che avrei fatto volentieri a meno. Per prima cosa mi chiese se doveva venire lui o io. Per fortuna non c&rsquo;erano doppi sensi a sfondo sessuale, era inteso chi si dovesse avvicinare per primo. Io ero impietrita dall&rsquo;imbarazzo, cos&igrave; si avvicin&ograve; lui e sentii una cosa molle che perlustrava la mia bocca, i miei denti coperti da piastrine argentate (avevo messo l&rsquo;apparecchio il giorno prima), il mio palato e sfiorava la mia lingua. Non &egrave; un romanzetto porno, &egrave; un film horror. Quando si stacc&ograve; mi sentii sollevata e diedi l&rsquo;impressione completamente sbagliata di sorridere per l&rsquo;atto appena compiuto, tanto che ricominci&ograve;. Schifata come prima, agonizzavo. Certo che baciasse male era un fatto, ma non potevo attribuire la mia quasi bulimia notturna a quello. Sul momento non mi diedi spiegazioni, ci lasciammo e dopo poche settimane mi misi con un altro. Era uno che ritenevo esperto: si era fatto (ero ancora innocente: fatto = baciato) tutte le altre titolari della mia squadra di pallavolo e mancavo io. Gli diedi la possibilit&agrave; di completare l&rsquo;album. Non baciava male, eppure io continuavo a perdere chili durante la notte in modo non sano. Purtroppo no, non parlo di sesso acrobatico e selvaggio. Parlo di vomito. Avevo sempre avuto un&rsquo;avversione mentale verso qualunque tipo di relazione di coppia, era lo specchio fisico di questa mia avversione.&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Continua&hellip;</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">follow me on Twitter: @LiberaPensante</div>
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        <published>2012-04-20T19:03:00Z</published>
        <updated>2012-04-20T19:03:00Z</updated>
        
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              Geny-Ale
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        <title type="html"><![CDATA[Quando il bello delle donne è una crema anticellulite]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>Gorizia. Inaugurazione di un nuovo negozio in centro. Mi avvicino colma di curiosit&agrave;. Causa folla la prima cosa che leggo &egrave; l'insegna: Il bello delle donne. Carica di aspettative, sgomito tra la gente e arrivo all'ambita vetrina: profumi, trucchi e creme per il corpo, rivestite da quintali di tulle arricciato che sembrava essere&nbsp;il negozio della lelly kelly. Forse dovevano chiamarlo pi&ugrave; appropriatamente ci&ograve; che potrebbe, forse, se usati bene e se avvantaggiate da una buona dotazione iniziale, rendere un po' pi&ugrave; bella una donna. Ma perch&egrave; poi c'&egrave; questo luogo comune che appena una donna vede uno stick di ceretta da scaldare o una maschera puzzolente da spiaccicare sui capelli per due ore si eccita? Sfatiamo il mito: nessuna si emoziona sul serio al pensiero di perdere un'ora di tempo ad incollarsi le mani al riscaldatore per la cera all'unico scopo di provocarsi del dolore. Nessuna gioisce all'idea di immergere la propria chioma in uno schifo viscido e tenerlo sulla testa bello compatto per durata interminabile, mentre cerca di impiegare il tempo a lavare il pavimento della cucina e pi&ugrave; lava e pi&ugrave; il viscido goccia sul pavimento appena pulito. Nessuna poi si emoziona a dover fare la caccia al tesoro per cercare di capire cosa&nbsp;venda quel negozio, perch&egrave; &egrave; tutto ovattato da una nuvola voluminosa di tulle rosa. Il rosa non ci piace. Non ci piacciono le magliette rosa, non vogliamo distinguere le bambine dai bambini vestendole di rosa, non vogliamo stoviglie rosa, n&egrave; il corredo rosa, n&egrave; hello kitty rosa e tantomeno le quote rosa. Da piccola odiavo la maestra d'asilo che mi imponeva di scrivere al margine del foglio il mio nome in rosa. Sono una bambina, si vede e il mio nome finisce per A, non ti basta come discriminante? Poi perch&egrave; il rosa? Non &egrave; neanche colore primario. Se bisognasse proprio rappresentare e distinguere uomo e donna, ma soprattutto donna, per avere un pizzico di femminilismo (perch&egrave; maschilismo deriva da maschile e femminismo &egrave; solo chiedere parit&agrave;), si dovrebbe adottare un colore primario, per rappresentare l'origine. Al di l&agrave; di vagheggi sulla cromia, torniamo all'argomento principale: ci&ograve; che dai pi&ugrave; viene ritenuto il bello delle donne. Se &egrave; il trucco il bello di una donna, allora maschi, unitevi e limonatevi un mascara! Inoltre, cosa agghiacciante, in vetrina in prima fila una bella gamma di prodotti anticellulite. Ma nooo! Non abbiamo capito proprio nulla! Perch&egrave; dobbiamo sempre mettere in risalto e fustigarci con i nostri piccoli difettucci? Si, abbiamo la cellulite, ma non per questo siamo obbligate a sbandierare le nostre cremine magiche ai passanti del corso. Tutte sappiamo che dobbiamo fare i conti con i nostri cuscinetti. Ma non serve piazzarlo in vetrina, sotto la nostra cara insegna. Che poi magari quando facciamo la passeggiata la domenica pomeriggio con il nostro morosetto di turno, conquistato con fatica, dobbiamo imbarazzarci passando l&agrave; davanti e pensare che forse &egrave; meglio che anche oggi lo faccio andare in bianco perch&egrave; mi sono dimenticata la mia dose di crema la mattina.</p>
<p>&nbsp;</p>
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        <published>2012-03-31T19:20:00Z</published>
        <updated>2012-03-31T19:20:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Cara Italia, i miei complimenti!]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>&nbsp;</p>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Cara Italia,</div>
<div>mi sento un po&rsquo; meschina a ricordarmi di te solo nel giorno del tuo 150&deg; anniversario; sembro una di quelle false amiche che si fanno sentire solo per le feste, per non fare brutta figura. Per non parlare, poi, dell&rsquo;ipocrisia di istituire una nuova festa nazionale dopo 150 anni in cui nessuno ha pensato di farlo e su cui improvvisamente tutti convergono e si battono, perch&eacute; &egrave; un valore fondamentale dormire un&rsquo;ora in pi&ugrave; la mattina del 17 marzo.</div>
<div>S&igrave;, &egrave; brutale dirlo, ma il popolo italiano &egrave; un tuo falso amico. Altrimenti non ti avrebbe fatto fare tutte quelle figuracce a livello internazionale, con i tuoi pari. E parla alle tue spalle, critica, senza considerare che se sei come sei &egrave; solo colpa nostra, di noi popolo (concetto inusuale e quasi parolaccia). Molti attingono ci&ograve; che possono, sfruttano il tuo territorio, si prendono la conoscenza necessaria e scappano per spiarla ai paesi stranieri che hanno pi&ugrave; possibilit&agrave; economiche, una sorta di prostituzione mentale, necessaria per far carriera. &Egrave; fuga di cervelli, questa, non arrampicata sociale. E pensare che prima eri meta di viaggi culturali nelle citt&agrave; d&rsquo;arte che adesso cadono a pezzi, e non di certo perch&eacute; furono costruite senza rigore a loro tempo. Il problema &egrave; che forti del nostro, anzi del tuo, passato non ci curiamo del presente: eravamo una potenza intellettuale qualche secolo fa, perch&eacute; ci dovremmo sforzare ancora?</div>
<div>Ci continuiamo a vantare delle tue doti culinarie, della tua capacit&agrave; sartoriale, del tuo terreno fertile, delle tue curve al posto giusto, come se fossi una brava moglie casalinga che di pi&ugrave; non pu&ograve; offrire e per il tuo compleanno ci ricordiamo di farti gli auguri, qualche fiore, una festa e poi ritorni ad essere guardata ed ammirata, senza in realt&agrave; essere presa seriamente in considerazione.</div>
<div>Mi dispiace davvero, e lo dico da profana, da falsa amica quale sono io, come tanti.</div>
<div>Vorrei augurarti buon compleanno, darti una pacca sulla spalla e sperare di accendere le candeline anche l&rsquo;anno prossimo insieme a te, ma preferisco farti i miei migliori complimenti, perch&eacute; nonostante tutto hai resistito, sei rimasta&nbsp;unita, nonostante le guerre, le forze secessioniste e gli imbecilli qualunque, ce l&rsquo;hai fatta. Ed &egrave; davvero da ammirare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ti voglio bene, cara Italia, cerca di non abbandonarci.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">&nbsp;</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">A.</div>
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        <published>2011-03-16T20:57:00Z</published>
        <updated>2011-03-16T20:57:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Un governo di donne è come una segretaria di bella presenza]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>&nbsp;</p>
<div>Un governo per met&agrave; formato da donne &egrave; un punto programmatico a cui aspira Bersani.</div>
<div>Urla di femministe vecchie e nuove, finalmente il machismo di Berlusconi avr&agrave; pane per i suoi denti, evviva la dignit&agrave; del sesso debole &egrave; stata riacquistata. Inneggiamenti a caldo, troppo caldo, bollente.</div>
<div>Certo, delle donne al governo che abbiano in mano le redini dell&rsquo;economia, della difesa o del tesoro non sarebbe male, visto che la rivoluzione sessuale &egrave; passata da un pezzo e di donne al potere ce n&rsquo;&egrave; sempre meno che all&rsquo;uscita della scuola elementare. Ma, care donne piddine, dire met&agrave; governo di donne &egrave; come dire cercasi segretaria di bella presenza. L&rsquo;unico scopo, per adesso, &egrave; quello di ridare una certa dignit&agrave; all&rsquo;Italia nel modo pi&ugrave; semplice, facendo propaganda di una forzata parit&agrave; dei sessi a livello istituzionale. Un po&rsquo; come si fa, appunto, con la segretaria di bella presenza: tutta questione di immagine. Non ha richiesto particolari attitudini per nessun tipo di mansione, non si &egrave; soffermato sui nomi,n&eacute; sui ruoli da attribuire a tali nomi. Ha detto met&agrave; governo formato da donne. Non &egrave; femminismo o simpatia per tale ex movimento.</div>
<div>Non &egrave; importante di che sesso siano i ministri italiani, &egrave; importante che sappiano governare e migliorare la situazione economica, lavorativa e sociale del Paese. Che sia una donna Ministro degli Interni, ma poi lasci sfruttare gli immigrati, non perch&eacute; sia una donna posso scontarle la mia indignazione.</div>
<div>La speranza &egrave; che le donne ci arrivino per capacit&agrave; e conoscenze ad occupare la met&agrave; delle sedie di Palazzo Chigi, non certo per una parit&agrave; di facciata.</div>
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        <published>2011-02-24T10:34:00Z</published>
        <updated>2011-02-24T10:34:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[E' inutile fare buoni propositi quando fuori c'è il sole]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>Ogni anno all'avvento del nuovo e alla conclusione di quello in corso, milioni di persone stilano una lista di buoni propositi per migliorare la propria vita nell'anno venturo. La maggior parte di questi irrimediabilmente decade e il giorno dopo viene cancellato dai postumi dolorosi e nauseanti della sbornia del giorno prima. Ricordi offusscati di una serata preparata da mesi per essere dimenticata con sorsi abbondanti d'alcool. Quei 10 fatidici propositi inventati sul momento per dare una risposta alla solita domanda si confondono e svaniscono lentamente nell'oblio.</p>
<p>Cos&igrave; la signora anzianotta che vuole sembrare una ventenne arzilla lascia da parte i vestitini attillati e si lascia andare all'obesit&agrave; e invece di perdere quei chili che aveva promesso, pi&ugrave; all'interlocutore che a s&egrave; stessa, rimangono stabili sull'addome attirandone altri.</p>
<p>Il giovane nellafacente gongoler&agrave; senza meta e&nbsp;senza obiettivi con la scusa che c'&egrave; crisi, intendendo la sua personale crisi esistenziale causata da un deficit di volont&agrave;.</p>
<p>La ragazza che ha deciso di smettere di avere la vita sentimentale simile al Parlamento italiano dove ci sono i soliti protagonisti da anni e quando finalmente si intravede un ricambio generazionale questo dura meno del tempo di ricordarsi il nome che &egrave; gi&agrave; stato espugnato. E lo decide proprio rispondendo al telefono al suo ex storico mentre gli racconta la storia del tipo che si &egrave; limonata la sera prima per sbaglio.</p>
<p>Poi c'&egrave; l'alcoolizzato che in un momento di lucidit&agrave; guardando lo spumande decide di brindare alla sua futura sobriet&agrave;.</p>
<p>Mentre tutti gioiscono al nuovo anno, i buoni propositi si stagliano in cielo bellissimi come fuochi artificiali: tutti si sorprendono della loro luminosit&agrave;, poi passato il momento di stupore in cielo torna buio e tutti si sono gi&agrave; dimenticati come fossero, in attesa di un nuovo anno per rivederli.</p>
<p>Buon Anno!</p>
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        <published>2011-01-03T11:48:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Immigrazione europea: tutta colpa del trattato di Shengen.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>Solo causa del Trattato di Shengen: tutti i cittadini di un qualunque stato membro dell&rsquo;Unione Europea possono circolare liberamente negli altri paesi europei. Abbattute le dogane, ognuno &egrave; libero di attraversare impunito il confine.</p>
<p>Gli italiani in Spagna, i francesi in Germania, i greci in Inghilterra. E poi i rumeni ovunque.</p>
<div>Si apre il divario, aumenta la xenofofia e si da adito al razzismo. Situazioni uguali trattate in modo diverso. Non &egrave; ragionevole differenziazione, &egrave; aperta discriminazione.</div>
<div>La fuga di cervelli&nbsp;&egrave; tale solo se gli emigranti fanno parte di uno stato storicamente europeo, altrimenti &egrave; furto di lavoro.</div>
<div>Ci&ograve; accade per diverse ragioni.</div>
<div>Prima di tutto i titoli scolastici conseguiti in determinati paesi non sono riconosciuti da altri stati. Cos&igrave; coloro che in patria potevano aspirare ad occupazioni ben qualificate, all&rsquo;estero sono costretti ad imparare daccapo altri lavori, rubando effettivamente il lavoro a coloro che avevano conseguito una formazione apposita. Ma sar&agrave; colpa dell&rsquo;individuo che si deve arrangiare oppure delle difficolt&agrave; di inserimento insite nell&rsquo;amministrazione?</div>
<div>&Egrave; esclusa, infatti, la fuga di cervelli, poich&eacute; chi prende l&rsquo;ardua decisione di emigrare &egrave; solitamente gi&agrave; inserito nel mondo del lavoro e ha preso coscienza che la particolare situazione occupazionale del proprio Paese non ha un gran futuro florido. Evidentemente, quindi, l&rsquo;ipotetico immigrato ha gi&agrave; concluso il proprio ciclo di studi e non si trasferisce all&rsquo;unico scopo di approfondire la propria istruzione o per fare ricerca, ma per offrire una prestazione lavorativa che potrebbe giovare all&rsquo;intera economia dello Stato che lo accoglier&agrave;.</div>
<div>Ma perch&eacute; non considerare cervello anche colui che non proviene dalla Spagna, dall&rsquo;Italia, dall&rsquo;Inghilterra o dalla Germania? Perch&eacute; considerarlo solo forza lavoro?</div>
<div>Il medico, l&rsquo;avvocato, l&rsquo;ingegnere e l&rsquo;architetto di nazionalit&agrave; anticamente europee non trovano difficolt&agrave; ad essere stimati anche all&rsquo;estero, trovando un impiego coerente ai propri studi.</div>
<div>Nello stesso Paese in cui questi professionisti lavorano grazie al titolo conseguito, in un qualunque cantiere o in una qualunque fabbrica lavorano come operai alcuni loro colleghi.</div>
<div>L&rsquo;unica differenza &egrave; il luogo di nascita: Bucarest, Sofia, Varsavia.</div>
<div>Uguale libert&agrave; di circolazione intereuropea, diversit&agrave; di permanenza nazionale.</div>
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        <published>2010-08-13T14:44:00Z</published>
        <updated>2010-08-13T14:44:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Chi rode va a ronde. Militarismo chiamato volontariato.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;">Siamo sul
piede di guerra. Arrivano le ronde a Trieste. Un bel coraggio chiamarle così,
potrebbe essere dichiarato lo stato d’assedio, il colpo di stato. Linguaggio
militare utilizzato da parlamentari regolarmente eletti. Probabilmente non sono
stati informati che l’esercito e la politica non devono essere uniti.</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;">Un servizio
di vigilanza svolto da civili, anzi da politici. C’è qualcosa che non va. I
deputati vengono votati appositamente per redigere le leggi che favoriscano l’ordine
pubblico. Leggi scritte frutto dell’intelletto, non ronde, valvole di sfogo di
estremisti. Non è compito dei parlamentari far rispettare le stesse norme che
essi sono tenuti ad approvare. È compito delle forze dell’ordine, con dei
limiti e delle regole anch’esse scritte. Non esistono spedizioni punitive marchiate
Forza Nuova, Fiamma Tricolore o Lega Nord nella nostra Costituzione.</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;">Si
nascondono dietro facile propaganda: liberiamo il centro dalle lucciole.
Eufemismo giornalistico per tradurre quelle che correntemente nei delicati
comizi vengono chiamate puttane. Come se fossero loro il problema e non chi
finanzia questo giro.</p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;">E poi l’ipocrisia
imperante: non sulle strade ragazze, direttamente ai festini dei politici. Così
magari non sarete più mignotte, ma escort. Un bel salto di qualità.</p>

            
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        <published>2010-08-02T19:30:00Z</published>
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              Geny-Ale
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        <title type="html"><![CDATA[La morte della verità: Giancarlo Siani 23 settembre 1985]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">La forza della verit&agrave;. E la forza.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Parallele e contrapposte, ma flessibili. A volte troppo flessibili e si scontrano. La forza della verit&agrave; soccombe.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Nelle favole &egrave; l&rsquo;inverso: i buoni vincono. Nella realt&agrave; questa &egrave; solo un&rsquo;ingenua illusione.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">La coerenza viene punita, i valori vengono infangati in un&rsquo;unica melma massificata. Non c&rsquo;&egrave; spazio per le parole vere, ci&ograve; che si pu&ograve; dire &egrave; solo quello che &egrave; gi&agrave; stato detto. Nulla di nuovo.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Regna un clima di accondiscendenza e rassegnazione. Tutto &egrave; taciuto, tutto &egrave; uniformato. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">E poi regna la paura.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">La paura di scrivere qualcosa di pi&ugrave;. La paura di morire martiri della verit&agrave;, come altri.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">L&rsquo;indignazione non emerge. &Egrave; il terrore a prendere il sopravvento. Chiude la gola e il cervello. Nessun pensiero personale, nessuna voglia di parlare. La mano preferisce accarezzare la causa sbagliata, invece di scrivere parole taglienti che squarcino candidamente l&rsquo;epicentro dell&rsquo;ingiustizia.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Arrendevolezza. Nessuna determinazione, nessuna insistenza.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Spuntano milioni di giornalisti impiegati e vengono sotterrati i giornalisti giornalisti.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Questa non &egrave; la favola, &egrave; la vita. Anzi, la morte.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><o:p><font size="3" face="Calibri">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Giancarlo Siani</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">23 settembre 1985</font></p>
<p>&nbsp;</p>
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        <published>2010-07-14T20:26:00Z</published>
        <updated>2010-07-14T20:26:00Z</updated>
        
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              Geny-Ale
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        <title type="html"><![CDATA[Tutti nascono liberi ed eguali, poi crescendo si perdono i diritti.]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span class="udhrtext"><font size="3"><font face="Calibri">&ldquo;Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit&agrave; e diritti.&rdquo; Sessantuno anni fa le Nazioni Unite decisero di cominciare con questa verit&agrave; la stipulazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sperando, all&rsquo;indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, che una tale tragedia non avvenisse pi&ugrave;.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Peccato che spesso questi diritti non vengano rispettati. A cominciare dal primo: tutti nascono liberi ed uguali, ma crescendo si perde lentamente la parit&agrave;. Dipende dal luogo di nascita, dal colore della pelle, dalle ricchezze possedute, dallo stato di salute.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha diritto alla vita&rdquo;, ma c&rsquo;&egrave; chi per legge o per ideali pu&ograve; privartene.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;La tratta degli schiavi sar&agrave; proibita&rdquo; e milioni di persone illuse da losche organizzazioni ogni anno emigrano verso nuove terre dove saranno sottopagate, sfruttate e sopravvivranno in pessime condizioni. La nuova schiavit&ugrave; prende il nome di clandestinit&agrave;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Nessun individuo&rdquo;, fatta eccezione dei nemici di guerra, dei presunti terroristi e delle donne adultere nei paesi arabi, &ldquo; potr&agrave; essere sottoposto a tortura&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha la libert&agrave; di movimento e di residenza entro i confini dello Stato&rdquo;, tranne chi vuole infettare le acque padane con le terre meridionali.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha diritto in altri paesi dell&rsquo;asilo dalle persecuzioni&rdquo;. Ma cosa sar&agrave; mai se nel loro paese di origine esistono diversi gruppi armati rivoluzionari che non esitano ad usare le armi per far valere le proprie ragioni?! Mica si pu&ograve; chiamare persecuzione questa, giusto?</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha la libert&agrave; di pensiero, di coscienza e di religione&rdquo;, per&ograve; se la pensiamo tutti allo stesso modo &egrave; meglio, in caso contrario si pu&ograve; censurare, si pu&ograve; impedire la costruzione di luoghi di culto diversi da quello della maggioranza e si pu&ograve; imporre una morale mediante l&rsquo;utilizzo del mezzo legislativo.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Le elezioni devono essere effettuate secondo una procedura di libera votazione&rdquo;, se poi a qualche Afghano vengono mozzate le dita &egrave; solo perch&eacute; era libero di scegliere e ha sbagliato la scelta.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha diritto al lavoro&rdquo;, uno precario a progetto, a tempo determinato, a chiamata, interinale e ad un tirocinio.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;La maternit&agrave; ha diritto all&rsquo;assistenza&rdquo;, infatti ha cos&igrave; bisogno di riposo che una donna incinta fatica a mantenere il posto di lavoro e si preferisce mandarla a casa e licenziarla di modo che abbia pi&ugrave; tempo a disposizione da dedicare alla sua salute e a quella del bambino.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">&ldquo;Ogni individuo ha diritto all&rsquo;istruzione&rdquo;. Alcuni bambini, infatti, devono essere ben istruiti nel saper maneggiare armi o devono essere ben ammaestrati nello spacciare droga, se non possono andare a scuola, perch&eacute; non insegnare loro direttamente un mestiere che potr&agrave; essere loro utile nella vita?</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3" face="Calibri">Ogni articolo della Dichiarazione viene violato in almeno una parte del mondo ogni giorno, a scapito sempre dei pi&ugrave; deboli che da tale atto dovrebbero essere protetti e tutelati.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font size="3"><font face="Calibri">La seconda frase del primo articolo, forse, prevedeva gi&agrave; questa disparit&agrave; nell&rsquo;osservanza dei diritti a seconda delle nazioni. <span class="udhrtext">Gli esseri umani &ldquo;sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.&rdquo; Proviamoci.</span></font></font></p>
<p>&nbsp;</p>
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        <published>2010-06-09T10:33:00Z</published>
        <updated>2010-06-09T10:33:00Z</updated>
        
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              Geny-Ale
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