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Cara Italia, i miei complimenti!
Cara Italia,
mi sento un po’ meschina a ricordarmi di te solo nel giorno del tuo 150° anniversario; sembro una di quelle false amiche che si fanno sentire solo per le feste, per non fare brutta figura. Per non parlare, poi, dell’ipocrisia di istituire una nuova festa nazionale dopo 150 anni in cui nessuno ha pensato di farlo e su cui improvvisamente tutti convergono e si battono, perché è un valore fondamentale dormire un’ora in più la mattina del 17 marzo.
Sì, è brutale dirlo, ma il popolo italiano è un tuo falso amico. Altrimenti non ti avrebbe fatto fare tutte quelle figuracce a livello internazionale, con i tuoi pari. E parla alle tue spalle, critica, senza considerare che se sei come sei è solo colpa nostra, di noi popolo (concetto inusuale e quasi parolaccia). Molti attingono ciò che possono, sfruttano il tuo territorio, si prendono la conoscenza necessaria e scappano per spiarla ai paesi stranieri che hanno più possibilità economiche, una sorta di prostituzione mentale, necessaria per far carriera. È fuga di cervelli, questa, non arrampicata sociale. E pensare che prima eri meta di viaggi culturali nelle città d’arte che adesso cadono a pezzi, e non di certo perché furono costruite senza rigore a loro tempo. Il problema è che forti del nostro, anzi del tuo, passato non ci curiamo del presente: eravamo una potenza intellettuale qualche secolo fa, perché ci dovremmo sforzare ancora?
Ci continuiamo a vantare delle tue doti culinarie, della tua capacità sartoriale, del tuo terreno fertile, delle tue curve al posto giusto, come se fossi una brava moglie casalinga che di più non può offrire e per il tuo compleanno ci ricordiamo di farti gli auguri, qualche fiore, una festa e poi ritorni ad essere guardata ed ammirata, senza in realtà essere presa seriamente in considerazione.
Mi dispiace davvero, e lo dico da profana, da falsa amica quale sono io, come tanti.
Vorrei augurarti buon compleanno, darti una pacca sulla spalla e sperare di accendere le candeline anche l’anno prossimo insieme a te, ma preferisco farti i miei migliori complimenti, perché nonostante tutto hai resistito, sei rimasta unita, nonostante le guerre, le forze secessioniste e gli imbecilli qualunque, ce l’hai fatta. Ed è davvero da ammirare.
Ti voglio bene, cara Italia, cerca di non abbandonarci.
A.
Pubblicato il 16/3/2011 alle 21.57 nella rubrica Attualità .
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